L’autunno è il periodo migliore per seminare il favino da sovescio (Vicia faba minor) al fine di interrarlo in primavera e dare cosi vita al sovescio, una buona pratica agronomica in grado di arricchire il terreno di azoto in modo del tutto naturale.
Indice dei contenuti
Prima di entrare nello specifico vale la pena approfondire il concetto sul sovescio.
Video della semina del favino per il sovescio
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Cos’è il sovescio
Il sovescio è una pratica agronomica che consiste nell’interrare determinate colture al fine di arricchire naturalmente il terreno di sostante organiche, senza ricorrere a concimi di sintesi.

Nel caso del favino, l’elemento principale apportato al terreno è l’azoto, alcuni studi ne indicano un quantitativo di 40-50 kg/ha.
Questo elemento è indispensabile per la prima fase di crescita delle piante e soprattutto per il loro sviluppo.

Non solo, la coltivazione del favino (leguminosa), magari in abbinamento con la veccia (graminacea) e l’avena (leguminosa), previene l’erosione del terreno ed evita che questo resti incolto durante l’inverno, inoltre non permette la crescita di infestanti.
Oltre al favino si possono utilizzare:
- Pisello da foraggio;
- Lupino;
- Soia;
- Fava;
- Fagiolo;
- Lenticchia.
Dove acquistare il mix di semi per il sovescio
Cos’è il favino
Il favino appartiene ad una delle tre varietà:
- Vicia faba major conosciuta anche come fava;
- Vicia faba equina conosciuta anche come fava cavallina;
- Vicia faba minor conosciuta anche come favino.
La differenza tra le tre varietà consiste nella dimensione dei semi, in questo articolo parliamo del favino (Vicia faba minor), che ha semi piccoli, neri e di consistenza coriacea.

Il favino è una leguminosa ed in quanto tale ha la capacità di fissare l’azoto nel terreno. Non solo, la pratica del sovescio prevede l’interramento della pianta quando questa è in fiore, cosi da apportare al terreno anche una buona quantità di sostanza organica.

Se invece si vuole coltivare il favino per l’alimentazione animale, occorre far maturare i baccelli al cui interno troveremo dai 2 ai 10 semi.
La pianta di favino
La pianta del favino ha una forma quadrangolare e può raggiungere 1,50 metri di altezza. I fiori nascono nell’ascella formata tra il fusto e le foglie, è di colore bianco con macchie nere e da questo nascerà poi il baccello con all’interno i semi.

Le radici del favino sono fittonanti e questo le permette di essere coltivata anche in terreni argillosi e pesanti, l’importante è che sia stato precedentemente lavorato per una profondità di circa 40 cm.
Sesto di impianto del favino
Se lo si semina su grandi appezzamenti di terreno con macchine agricole, il sesto di impianto è di circa 5 cm tra i semi e di 35 cm tra le file.

Se invece si fa una semina a mano, come ho fatto io in circa 30-40 mq di terreno incolto, si possono seminare a spaglio circa 60 semi a mq.
Quando seminare il favino da sovescio
Il favino si adatta bene anche a climi freddi ma non rigidi, quindi si semina da ottobre a novembre a seconda della zona climatica.
La germinazione avviene anche con circa 5°C di temperatura ma nelle prime fase di crescita, sino a quando non ha almeno 5 foglie, è importante proteggerlo da temperature sotto le zero. Se le temperature scendono sotto i -6°C la pianta muore, ecco perchè lo si semina tra ottobre e novembre.
Una volta che la pianta è cresciuta resiste bene anche sotto la neve.
Come si semina il favino
Una volta seminato, sia con mezzi meccanici che a mano, lo si interra leggermente. Nel mio caso ho utilizzato un rastrello.
Il favino non richiede grande irrigazione se non nel periodi di fioritura, dove l’apporto di acqua deve essere maggiore.
Quando va interrato il favino
Per ottenere il massimo risultato in termini di apporto di azoto al terreno, il favino va interrato quanto è a metà della fase di fioritura.
Nel mio caso, seguendo la filosofia NO DIG, l’ho tagliato con il decespugliatore e l’ho interrato coprendolo con del compost.

Video sul taglio del favino
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Il favino nell’alimentazione animale
Il favino ha una resa calorica elevata per l’alimentazione animale seppure inferiore alla soia. In passato era stato quindi soppiantato da questa coltura ma negli ultimi anni sta ritornando in auge, visto che circa l’85% della soia coltivata è OGM.
Il favino lo si può raccogliere e riseminare. Se lo si deve dare ad animali di piccola taglia, come le galline ed i polli, va sminuzzato con un mulino e non deve superare il 10% della dieta.

Conclusioni
Abbiamo visto l’utilizzo del favino da sovescio. Questa è una pratica antica che sta tornando di moda visto che si comincia ad avere una maggiore attenzione per la salute e la fertilità del terreno ottenuto attraverso pratiche naturali.
Oltre al favino si possono acquistare mix di semi composti da: trifoglio, incarnato, favino, veccia sativa, rafano. Questa combinazione, oltre ad arricchire il terreno di azoto, combatte efficacemente i nematodi.

Se avete a disposizione qualche metro quadro di terreno incolto potete provare a seminare o il singolo favino o questo mix di sementi, il terreno vi ringrazierà!
Buon lavoro!
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