Quando e quanto annaffiare l’orto famigliare, prendendo come spunto ciò che faccio io nel mio orto da molti anni ormai.
Indice dei contenuti
Perché non si può rispondere alla domanda “Quando e quanto annaffiare l’orto”?
Intanto bisogna fare una precisazione, non è possibile rispondere con precisione alla domanda :”Quando e quanto irrigare l’orto”, in quanto le variabili in gioco sono moltissime, ve ne elenco qualcuna:
- Tipologia del terreno;
- Esposizione al sole;
- Presenza di ombreggiante naturale o artificiale;
- Altitudine.
E cosi via, quindi vi posso solo parlare della mia esperienza con la mia tipologia di orto.
Video su quando e quanto annaffio il mio orto
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Com’è fatto il mio orto
Ho un orto esposto ad est in collina, ho spesso venti anche di una certa importanza, non ho ombreggianti naturali ma sto realizzando un ombreggiamento artificiale con i teli ombreggianti.

Il mio terreno è molto argilloso ma quest’anno ho adottato la tecnica NO DIG, quindi coltivo direttamente nel compost in cassoni di legno.
Quando è possibile utilizzo l’acqua piovana, raccolta in appositi bidoni, per annaffiare il mio orto ma vista la siccità di quest’anno, la scorta è terminata molto velocemente.
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Come annaffio il mio orto
Il metodo più efficiente per annaffiare l’orto è certamente il sistema a goccia. Si utilizzano delle ali gocciolanti all’interno delle quali scorre l’acqua che fuoriesce da piccoli gocciolatoi posti ad una distanza fissa l’uno dall’altro (20-30-40-50 cm ecc.).

Generalmente la portata d’acqua è di circa 2 litri l’ora, quindi conoscendo questo dato si può decidere per quanto tempo irrigare le proprie piantine.
Per quanto tempo annaffio il mio orto
Sapendo la portata si cominciano a fare delle prove facendo attenzione a studiare le foglie delle piante, tra le più sensibili vi sono quelle delle piante di pomodori.

Le cause principali che possono fare arricciare le foglie dei pomodori sono: stress da temperatura elevata, stress da carenza idrica, asfissia radicale, eccesso di fertilizzante, troppi trattamenti fogliari.
Se escludiamo gli altri fattori possiamo concentrarci sulla corretta irrigazione.
Nel mio caso ho raggiunto un buon compromesso irrigando per 20 minuti al mattino e, in caso di giornate particolarmente calde, con temperature superiori ai 33°C, per 20 minuti la sera.

Raramente ho irrigato per 40 minuti la sera ma le temperature erano superiori ai 35°C e le piante avevano bisogno di “bere”.
Quando è meglio irrigare le piante
Potendo scegliere è meglio irrigare al mattino, prima del sorgere del sole, cosi che l’umidità in eccesso venga fatta evaporare durante il giorno.
La sera, se le temperature iniziano ad abbassarsi troppo, si rischia di avere un eccesso di umidità alla base delle piante che può portare alla formazione di patologie come la peronospora.
L’importanza della pacciamatura
La pacciamatura è un’operazione agronomica che consiste nel proteggere la parte superiore del terreno al fine di ottenere i seguenti risultati:
- rallentare o eliminare la crescita delle erbe infestanti;
- mantenere il giusto grado di umidità, cosi da richiedere meno acqua per l’innaffiatura;
- evitare il creparsi del terreno sottostante, lasciandolo sempre soffice e sciolto;
- se si usano sostanze naturali, queste concorrono all’arricchimento del suolo.
Quest’anno ho provato i teli in Juta di Jutatex e devo dire che sono davvero eccezionali, ma in alternativa si può usare la paglia, la corteccia degli alberi, gli sfalci d’erba o i teli sintetici traspiranti.
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Conclusioni
La giusta quantità di acqua per il proprio orto è una alchimia che si raggiunge con l’esperienza, l’ideale sarebbe suddividere l’orto in zone in base alle colture che necessitano di più o meno acqua ma questo non sempre è possibile.
Vale la pena ricordarsi che anche innaffiare troppo non porta benefici alle piante anzi, si può correre il rischio di incorrere nell’asfissia radicale!
Buon orto!

