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Tipi di terreno, come riconoscerli e cosa coltivare

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logo tipi di terreno e fiori
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Se avete la fortuna di avere un piccolo lembo di terra dove coltivare gli ortaggi, avrete sicuramente notato che non sempre i risultati sono all’altezza delle aspettative. A volte capita che, nonostante tutti gli sforzi, non si ottengano i risultati sperati.

Gli errori possono essere molteplici ma in questo articolo iniziamo dalla base, ovvero dal terreno. Non tutti i terreni sono uguali. Vediamo quindi i tipi di terreno, come riconoscerli e cosa coltivare.

Questo articolo è stato realizzato con la collaborazione di Federico de “Il Giardino di Fedeh“, un grande appassionato di giardinaggio, al pari del sottoscritto.

Table of Contents

Tipi di terreno

Abbiamo detto poc’anzi che i terreni non sono tutti uguali. Le diverse tipologie di terreno stabiliscono i tipi di coltivazioni che possiamo svolgere. La capacità di saper riconoscere il tipo di terra che stiamo lavorando è una questione fondamentale.

Un certo tipo di terra chiama un certo tipo di pianta. Ecco allora che la conoscenza ci viene in soccorso e ci aiuta a saper scegliere al meglio ciò che fa per noi.

Il terreno si divide a grandi linee in tre grandi famiglie:

  • Argilloso;
  • Sabbioso;
  • Limoso.
tipi di terreno
tipi di terreno

Entrando nello specifico, vediamo le caratteristiche principali di ognuna di essi.

Terreno Argilloso

E’ un terreno molto duro, l’acqua lo attraversa lentamente, diventa scivoloso quando è molto bagnato e, solitamente, è calcareo.

terreno argilloso
terreno argilloso

Vantaggi: ricco di nutrienti, trattiene l’umidità e richiede minore irrigazione;

Svantaggi: Difficile da lavorare, presenta ristagni d’acqua e tende a seccarsi in superficie.

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Terreno sabbioso

E’ un terreno che contiene un’alta percentuale di sabbia, è molto friabile e l’acqua lo attraversa facilmente.

terreno sabbioso
terreno sabbioso – Link immagine 1

Vantaggi: è di facile lavorazione, presenta una maggiore circolazione dell’aria e permette uno sviluppo radicale migliore.

Svantaggi: trattiene poco l’acqua, potrebbe avere una carenza di nutrienti ed in estate è arido.

Terreno limoso

E’ un terreno di medio impasto che si forma dall’unione dei primi due, ha il giusto bilanciamento di sostanza organica e minerali. Per la coltivazione è il migliore.

terreno limoso
terreno limoso – Link immagine 2

Vantaggi: trattiene l’umidità, è generalmente fertile e facilmente lavorabile.

Svantaggi: irrilevanti, è una tipologia di terreno ideale.

Il pH del terreno

Un altro importantissimo aspetto da tenere in considerazione è il pH del terreno, ovvero il parametro che stabilisce le caratteristiche chimiche del suolo su cui andremo a coltivare i nostri ortaggi.

La misurazione del pH del terreno è una procedura molto importante ed il risultato è il frutto della quantità di materia organica e minerale presenti nel terreno.

PH del terreno
PH del terreno

La sua misura oscilla da 0 a 14, con le seguenti differenze (a grandi linee, omettendo le classificazioni intermedie):

  • il valore 7 indica un terreno neutro;
  • scendendo verso lo 0 (zero) avremo terreni acidi;
  • salendo verso il 14 avremo terreni alcalini.

Come si misura il pH del terreno

Prima di proseguire sulle tipologie di ortaggi e di colture idonee ad ogni tipo di terreno, sarebbe utile conoscere le caratteristiche chimiche del proprio terreno. Esistono in commercio strumenti, anche molto semplici ed economici, che ci aiutano in questa operazione, ad esempio:

  • Misuratori del pH del terreno:
misuratore PH del terreno
misuratore PH del terreno
  • Cartine tornasole:
cartine tornasole per pH del terreno
cartine tornasole per pH del terreno

Quali elementi nutritivi a seconda del tipo di terreno

Abbiamo visto che esistono terreni con pH diversi, ovvero suoli con pH neutro, acido o alcalino. Anche in questo paragrafo tralasceremo gli aspetti intermedi e ci concentreremo sugli estremi, ovvero sui terreni molto acidi e molto alcalini.

Per ognuno di essi vediamo che tipo di concime e che tipo di coltivazione sono indicati, ma prima ricordiamo quali sono gli elementi nutritivi principali.

Gli elementi nutritivi più importanti per la crescita sana e rigogliosa delle piante e delle coltivazioni agricole sono:

  • Azoto (N);
  • Fosforo (P);
  • Potassio (K).

Questi elementi sono più facilmente assimilabili dalle piante se il terreno in cui sono poste ha un pH vicino alla neutralità (pH 7). Se invece il valore del pH è al di sotto di 5,5 (terreno acido), l’assorbimento ne è compromesso.

-LEGGI ANCHE: Cos’è e come si usa lo stallatico pellettato

Com’è il tuo terreno?

Vediamo di seguito, sempre in linea generale, quale concime utilizzare in base al proprio terreno.

Se il terreno è:

  • pH neutro: aggiungiamo solo del concime, sia esso maturo o in forma pellettata (stallatico pellettato);
  • Molto acido: alzarlo (portarlo verso pH 7) non conviene, bisogna scegliere piante acidofile o indifferenti al tipo di terreno;
  • Poco acido: si porta alla neutralità (verso pH 7) grazie alla calce agricola (carbonato di calcio), all’incirca 200 grammi per metro quadro. L’operazione va ripetuta ogni 2-3 anni e non bisogna utilizzare contemporaneamente letame maturo, altrimenti si annullerebbero entrambi gli effetti (calcitazione e concimazione organica).
  • Molto alcalino: si modifica, almeno in parte con l’opera della gessatura, che consiste nell’aggiunta di polvere di gesso al terreno.
  • Povero, in cui non cresce nulla: eseguire vangatura con l’aggiunta di molto materiale organico (letame, paglia, foglie secche) mischiandolo per bene alla terra. In questo modo ricostruiremo la frazione organica necessaria a rendere fertile il terreno.
  • Malato (funghi o altre patologie): metodo della solarizzazione. Quando fa molto caldo si gira la terra, si annaffia e si ricopre con un telo di plastica, interrando i bordi. Il sole, colpendo il terreno, lo scalda sino a 50 °C, eliminando la gran parte dei patogeni.

Quali piante per ogni terreno

Come accennato poco sopra, a seconda del tipo di terreno possiamo scegliere altrettante tipologie di piante, ve ne elenco qualcuna:

piante per tipi di terreno
  • Terreno fortemente acido (pH <5): Rododendro, Ortensia, Mirtillo, Corbezzolo, Kalmia;
Ortensia
Ortensia
  • Terreno acido (pH compreso tra 5 e 6): Camelia, Acero giapponese, Viola, Fragola;
Acero giapponese
Acero giapponese
  • Terreno sub-acido (pH compreso tra 6 e 6,8): Mimosa, Bosso, Buganvillea, Magnolia, Zucchino, Vite;
Magnolia
Magnolia
  • Terreno neutro (pH compreso tra 6,8 e 7,3): Giglio, Verbena, Cipolla, Aglio;
Giglio
Giglio
  • Terreno debolmente alcalino (pH compreso tra 7,3 e 8): Fiordaliso, Giglio di S.Antonio, Pero, Asparago, Olivo, Pomodoro;
Fiordaliso
Fiordaliso
  • Terreno alcalino (pH compreso tra 8 e 8,5): Abelia, Yucca.
Abelia
Abelia

Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto i tipi di terreno, come riconoscerli e cosa coltivare. Mi piace pensare al terreno come ad un teatro: noi vediamo le piante, i frutti, gli alberi, che rappresentano gli attori. Ma per far si che la recitazione avvenga al meglio c’è un lavoro incredibile di molte persone, così come nel terreno.

L’acqua, l’aria, le radici, gli insetti, i piccoli animali, rappresentano tutti coloro che lavorano dietro le quinte, ciò che noi non vediamo e ciò che fa star bene le nostre piante.

Tutti questi elementi si muovono e lavorano nel terreno. Quindi se nel terreno giusto mettiamo la pianta giusta, allora lo show sarà indimenticabile!

Ringrazio Federico de “Il Giardino di Fedeh” per avere collaborato alla stesura dell’articolo.

Buon lavoro!

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