domenica, Aprile 5, 2020
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Biomassa: le alternative al pellet

In questo articolo parliamo di biomassa e cercheremo di dare uno sguardo alle principali alternative al pellet quali: nocciolino di sansa, mais, cippatino di legna, gusci di frutta secca e noccioli della frutta.

Se stato scaldando la vostra casa a metano o peggio a GPL, questo articolo potrebbe aprirvi un mondo. Il risparmio economico, a fronte dell’investimento dell’impianto di riscaldamento (caldaia o stufa a biomassa, eventuale puffer o accumulo ecc), è evidente già dal primo anno di utilizzo delle biomasse.

Se invece state già utilizzando il pellet, avete visto come nel giro di pochi anni siamo passati da 3,50 euro a oltre i 5,50 euro al sacco da 15 Kg, costo divenuto insostenibile per molte famiglie, soprattutto se si deve scaldare una casa di campagna scarsamente isolata.

Solo il pellet in offerta, quando lo si acquista nel periodo prestagionale (o se lo si trova in offerta), permette un discreto risparmio economico, altrimenti non ci si discosta molto dal prezzo di € 5,00 al sacco (esempio).

Premessa: non tutte le stufe e le caldaie a pellet sono idonee a bruciare altri tipi di biomassa (nocciolino, cippatino, gusci di frutta secca ecc.). Vi conviene informarvi dal produttore o sui vari siti e forum, leggendo le esperienze di chi ha la vostra stessa stufa.

La mia esperienza con la biomassa (nocciolino, cippatino e noccioli delle ciliege) e le alternative al pellet!

Ho iniziato ad avvicinarmi all’uso delle biomasse alternative al pellet da qualche anno. Prima avevo una caldaia a pellet che, con qualche semplice modifica al braciere (video) ho utilizzato per due stagioni con il nocciolino.

BRACIERE NOCCIOLINO NUOVA MODIFICA

Da qualche mese a questa parte utilizzo una caldaia a biomassa, quindi oltre al nocciolino ho iniziato ad utilizzare anche il cippato (video) prodotto da me (pochi sacchi solo per test), sia da solo che in varie percentuali con il nocciolino.

Ho poi avuto modo di provare qualche sacco di noccioli macinati della frutta (ciliege soprattutto), con successo, tanto che, prossimamente dovrei acquistarne un quantitativo maggiore.

Come per tutte le cose vi sono pro e contro, cercherò di stilare un elenco cosi che possiate decidere in base alle vostre esigenze.

Cos’è la biomassa

Per biomassa si intende qualunque sostanza di origine organica (animale o vegetale) utile a produrre energia, con varie metodologie.

La biomassa che interessa a noi (quella da bruciare nelle nostre stufe o caldaie), è composta da residui di lavorazioni agricole, coltivazioni dedicate a tale scopo, scarti della lavorazione del legno e scarti delle lavorazioni agro-alimentari.

In particolare, sempre riferito a ciò che possiamo bruciare direttamente per produrre calore, vi sono:

  • Pellet di legno;
  • Cippatino di legno;
  • Nocciolino di sansa;
  • Mais;
  • Noccioli tritati della frutta (pesca, ciliegia ed albicocca);
  • Gusci di frutta secca tritati.

Per quanto riguarda le emissioni di CO2, soprattutto per il cippato di legno, si tende a dargli un valore pari a zero, ovvero: l’anidride carbonica rilasciata nell’atmosfera nel momento della combustione è pari a quella assorbita durante il ciclo vitale della pianta attraverso la fotosintesi clorofilliana.

Dove si può bruciare la biomassa

Il ventaglio di prodotti a disposizione è grande, la biomassa può essere bruciata in:

  • caldaie policombustibili;
  • stufe a pellet/biomassa;
  • caminetti;
  • termocamini;
  • cucine economiche (soprattutto a pellet).

Dove acquistare le caldaie a biomassa

Ovviamente il consiglio che vi do è quello di rivolgervi ad installatori presenti nella vostra zona, cosi da avere assistenza in caso di bisogno.

Qui di seguito qualche foto di caldaia policombustibile cosi che possiate vedere come sono fatte, le caratteristiche tecniche e la fascia di prezzi. Il mio consiglio è di non acquistare caldaie scadenti, una buona caldaia dura molti anni, vale la pena fare un investimento intelligente. Inoltre gli sgravi fiscali (conto termico) aiutano a non svenarsi!

Dove e come conservare le biomasse

Tutte le biomasse: pellet, nocciolino di sansa, mais, cippatino di legna, gusci di frutta secca e noccioli della frutta devono essere conservati in luoghi asciutti e non umidi. Soprattutto il pellet, in presenza di acqua e forte umidità, si deteriora velocemente.

Pellet di legno

Il pellet è realizzato dallo scarto della lavorazione del legno, attraverso la compressione della segatura e dei trucioli. La forma che ne deriva sono i classici cilindri da 6 mm di diametro con lunghezza variabile.

Pellet di legno

Esistono vari tipi di pellet a seconda della qualità, a stabilirlo è la norma UNI EN 14961-2 che identifica sostanzialmente 3 qualità diverse, a seconda delle caratteristiche chimiche e fisiche e del residuo di cenere: A1, A2 e B.

Il potere calorifico del pellet varia tra i 4,5 ed i 5,5 KWh/Kg, ovviamente maggiore è questo valore e migliore è il pellet. I residui di cenere sono altresì un parametro importante per valutare la bontà del pellet, generalmente tale valore è inferiore all’1%.

Pregi: lo si trova ovunque e lo si può usare su tutte le caldaie e le stufe a biomassa.

Difetti: il costo è arrivato anche a 5,50 € al sacco da 15 Kg, ovvero a 36,60 euro al quintale.

Farsi da solo il pellet?

Partendo dal presupposto che abbiate la materia prima (alberi, potature ecc), potete pensare di farvi da soli il pellet. Anche se questo richiede un investimento nella cippatrice e nella pellettatrice, non è impossibile da realizzare come progetto.

Sulle cippatrici ne parlerò tra poche righe. Per quanto riguarda le pellettatrici, invece, esistono sul mercato pellettatrici elettriche, a scoppio ed a cardano, sia cinesi (ma marchiate CE e vendute da shop italiani che danno garanzia ed assistenza) che italiane.

Per capire meglio l’argomento, vi faccio qualche esempio, cosi ci si può fare un’idea delle caratteristiche tecniche e dei prezzi, partendo dal modello hobbistico d’importazione sino ad arrivare al Made in Italy:

Clicca sulla foto per conoscere le caratteristiche tecniche ed i prezzi.

Pellettatrice Monofase HP 3 GeoTech

Pellettatrice Monofase Hp 3 GeoTech
Alimentazione: 220V
Potenza: 2200 W
Produzione pellet/ora: 25 -- 45 kg/h

Pellettatrice a scoppio HP 7.5 GeoTech

Pellettatrice a scoppio Hp 7.5 GeoTech
Alimentazione: motore a scoppio
Potenza: 7,5 HP
Produzione pellet/ora: 35 -- 65 kg/h

Pellettatrice Monofase HP 3 Ceccato Olindo

Pellettatrice Monofase Hp 3 Ceccato Olindo
Alimentazione: 220V
Potenza: 2200 W
Produzione pellet/ora: 20 -- 35 kg/h

Questi sono solo alcuni esempi, anche in questo caso il mio consiglio è di visitare qualche rivenditore in zona o di affidarsi a negozi online conosciuti, come quello che vi ho mostrato.

Cippato di legno

Il cippato di legno, o meglio cippatino per le nostre esigenze, è ricavato dal legno non trattato (alberi, potature, rami ecc) ed è prodotto con macchine dedicate dette cippatrici.

cippato

A tal proposito, per chi fosse interessato, esistono biotrituratori che fanno anche da cippatori casalinghi, ottimi per produrre piccole quantità di cippato come auto-produzione.

Cippato per riscaldamento: mix con nocciolino per caldaia a biomassa

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-LEGGI ANCHE: Biotrituratore a scoppio, elettrico ed a cardano. Quale scegliere?

Il legno viene sminuzzato in scaglie di dimensioni regolari, circa 2-3 cm, tali da essere gestite dalle coclee delle caldaie a biomassa.

Il potere calorifico del cippato varia, a seconda del legno di cui è composto, da 2 a 3,5 KWh/Kg, molto dipende anche dal tasso di umidità (che non dovrebbe superare il 30%), infatti andrebbe essiccato (al sole o in appositi essiccatori) prima di essere utilizzato. I residui di cenere sono molto bassi, dall’1 al 2,5% e si innesca al pari del pellet.

Pregi: costa poco, i prezzi variano dai 2 ai 6 € al quintale a seconda del tipo di legno e dal grado di umidità, lo si può usare su tutte le caldaie e le stufe a biomassa. Lo si può produrre da soli con un cippatore.

Difetti: occupa molto spazio, bisogna dotarsi di punti di stoccaggio asciutti e di grandi dimensioni. Se lo si utilizza da solo, all’interno del serbatoio dovrete mettere un agitatore in quanto tenderà ad agglomerarsi e non permetterà l’adescamento della coclea, ecco perché si tende a miscelarlo col pellet o con il nocciolino.

agitatore per cippato autoprodotto

-LEGGI ANCHE: Mix di cippato e nocciolino per la caldaia a biomassa

Come produrre cippato da soli

Se avete la materia prima, come alberi e quindi potature e ramaglie, attrezzandovi con una cippatore potete produrvi da soli il cippato.

Non tutti i biotrituratori possono produrre cippato regolare, dipende dal sistema di taglio. Questo generalmente ha due lame e un tamburo con un numero variabile di martelli o coltelli, inoltre devono avere un vaglio (setaccio) intercambiabile. Approfondimento su come scegliere un biotrituratore.

Vi riporto alcuni modelli adatti a questo scopo:

Clicca sulla foto per conoscere le caratteristiche tecniche ed i prezzi.

Biotrituratore con motore elettrico Ceccato Tritone ONE

Biotrituratore con motore elettrico Ceccato Tritone ONE
Motore: elettrico 2200 W
Tramoggia: 1
Sistema di taglio: 2 lame in acciaio temprato + 2 controlame intercambiabili + 8 martelli reversibili
Diametro max di taglio: 50-60 mm
Capacità cestello: scarico libero
Peso: 85 Kg
Nota: vaglio intercambiabile

Biotrituratore AgriEuro con motore a benzina da 15 CV

Biocippatore AgriEuro con motore a benzina da 15 Hp
Motore: AgriEuro A150E avviamento elettrico
Tramoggia: 1
Sistema di taglio: 2 lame + 2 controlame + 8 martelli
Diametro max di taglio: 80 mm
Vaglio intercambiabile: si
Produzione cippato riscaldamento: si
Nota: lo scarico alto agevola tantissimo il lavoro!

Nocciolino di sansa

Il nocciolino a cui mi riferisco in questo articolo è quello di sansa vergine, mentre quello di sansa esausta è più adatto alle caldaie industriali.

nocciolino e pellet

Il nocciolino è uno scarto di lavorazione della spremitura delle olive, quello di sansa vergine si ottiene dalla sansa vergine mediante centrifugazione. Il prodotto che ne deriva è ecologico al 100%. Ha una forma granulosa, contiene poca umidità, lo si imbusta e lo si trasporta esattamente come il pellet, non subisce danni da urto in quanto la sua conformazione è molto dura.

Il potere calorifico del nocciolino, anche se è difficile reperire dati ufficiali, varia tra i 4,5 ed i 6,5 KWh/Kg, molto dipende anche dal tasso di umidità. I residui di cenere sono di circa il 4% e si innesca come il pellet.

Per mia esperienza, vi posso dire che il nocciolino rende mediamente il 20% in più rispetto al pellet.

Pregi: costa poco, i prezzi sono di circa 20-22 € al quintale, lo si può usare su tutte le caldaie e le stufe a biomassa.

Difetti: ha una percentuale di cenere superiore al pellet, quindi sporca di più sia il braciere che i tubi. Emana un odore diverso da quello del pellet, soprattutto in fase di accensione.

Mais

Il mais, proprio per la sua conformazione (chicchi regolari), una volta essiccato si presta bene ad essere bruciato nelle caldaie a biomassa, seppur con qualche avvertenza.

mais

Innanzitutto bisogna precisare che il mais è una coltura soggetta a malattie ed a fluttuazioni del mercato che possono variarne sia la disponibilità che il prezzo finale.

Il mais, poi, non si innesca come le biomasse che abbiamo visto prima, quindi bisogna mischiarlo ad un altro prodotto (pellet, nocciolino ecc).

Un altro inconveniente del mais è che tende a formare agglomerati duri nel braciere, i cosiddetti clinker, anche per questo motivo si tende a miscelarlo con altri prodotti.

Il potere calorifico del mais, anche se è difficile reperire dati ufficiali, varia da 4 a 6 KWh/Kg, molto dipende anche dal tasso di umidità. I residui di cenere sono di circa il 4% e non si innesca come il pellet.

C’è da dire poi che il mais utilizzato come biomassa, ha introdotto un dibattito etico, ovvero si discute se è corretto adibire a biomassa colture destinate all’alimentazione, con tutti i problemi che questo può comportare.

Pregi: costa poco, i prezzi sono di circa 20-22 € al quintale, lo si può usare su tutte le caldaie e le stufe a biomassa.

Difetti: ha una percentuale di cenere superiore al pellet (circa il 4%), quindi sporca di più sia il braciere che i tubi. Non si innesca da solo, bisogna miscelarlo al 30-40% con un’altra biomassa. La sua disponibilità è soggetta a fattori esterni.

Noccioli tritati della frutta (pesca, ciliegia ed albicocca)

Purtroppo non si trovano ancora molte informazioni tecniche riguardanti i noccioli tritati della frutta (pesca, ciliegia ed albicocca) utilizzati come biomassa.

nocciolo albicocca

Ovviamente sono prodotti stagionali ed influenzati da vari fattori, esattamente come il mais di cui sopra. Il prezzo al quintale è di circa 20-22 euro, se correttamente essiccati hanno un potere calorifico di 4,7 KWh/Kg.

Pregi: costa poco, i prezzi sono di circa 20-22 € al quintale, lo si può usare su tutte le caldaie e le stufe a biomassa. Ha un basso residuo di cenere, circa l’1,1 %.

Difetti: la sua disponibilità è soggetta a fattori esterni.

Gusci di frutta secca tritati

Tra la frutta secca maggiormente utilizzata per produrre biomassa vi è la mandorla. Gran parte del peso della mandorla è rappresentata dal guscio. Una volta essiccato e macinato, questo si trasforma in un ottimo combustibile per le stufe e le caldaie policombustibili.

gusci di frutta secca

I gusci tritati delle mandorle hanno un costo di circa 19-21 euro al quintale ed una resa calorica di 4,2 KWh/Kg con una umidità massima del 9%.

Pregi: costa poco, i prezzi sono di circa 19-21 € al quintale, lo si può usare su tutte le caldaie e le stufe a biomassa. Ha un basso residuo di cenere, circa l’1,1 %.

Difetti: la sua disponibilità è soggetta a fattori esterni.

Quale biomassa usare al posto del pellet?

Ovviamente tutte le biomasse qui trattate (pellet, agripellet ecc), sono soggette ai costi di trasporto. Se uno dei vantaggi delle biomasse è quello di riciclare gli scarti di lavorazione e di potatura, tale vantaggio è valido se la realizzazione e distribuzione avviene in loco, altrimenti le spese di trasporto vanificano gran parte del risparmio.

Spero di avervi dato una panoramica di massima delle biomasse disponibili, compresi pro e contro. In questo articolo mi sono concentrato solo sulle biomasse adatte a sostituire il pellet, quindi non ho preso in considerazione la legna, che vedremo in un prossimo articolo. Un approfondimento su tutte le caratteristiche delle varie biomasse presenti sul mercato le trovate a questo indirizzo.

Se siete in procinto di rinnovare il vostro impianto di riscaldamento e se volete passare alla biomassa, vi consiglio di chiamare professionisti diversi per avere più preventivi. Un’ottima soluzione è quella di installare pannelli solari termici che vi forniscano acqua calda sanitaria da marzo ad ottobre (a seconda della vostra posizione geografica) e che concorrano al riscaldamento della casa per il resto dell’anno, coadiuvati poi da una caldaia o termocamino a biomassa.

-LEGGI ANCHE: Se usi il pellet puoi risparmiare con il nocciolino

Il mio sistema di riscaldamento

Io ho scelto questa soluzione. A parte cali di temperatura improvvisi, la mia caldaia policombustibile (nocciolino e cippato), rimane accesa da ottobre a marzo, poi nel resto dell’anno ho il solare termico. Nonostante questo, non è uno scherzo in termini economici, riscaldare una vecchia casa di campagna, ma con alcune accortezze si possono ottenere buoni risultati.

Pellet? No grazie! Risparmia con il nocciolino

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Se siete alla ricerca delle alternative al pellet di legno e se vi interessa il mondo della biomassa, vi segnalo il bellissimo forum di Energia Alternativa, qui troverete consigli di persone stanno usando, con successo, questo genere di biomasse.

Buona lettura!


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